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CALA “SNOWLEOPARD” CIMENTI NELLA STORIA DELL’ALPINISMO!


Con la conquista del Communism Peack, Carlalberto è il primo italiano ad aver ottenuto

il titolo di "snowleopard" rilasciato dalla Federazione alpinistica russa e inoltre ha avuto conferma di essere anche il primo in assoluto ad aver sciato per quest’enorme montagna. Come in tutte le sue imprese Cala è salito e trasportandosi il materiale necessario, sci compresi. Tutto senza l’ausilio delle bombole d’ossigeno.

PRAGELATO - Molti appassionati di sci alpinismo e freeride lo avranno sicuramente incontrato lo scorso anno al Pragelato Natural Terrain, il comprensorio di casa di cui è testimonial e dove si allena sia in estate che in inverno. Carlalberto Cimenti Carlalberto Cimenti, “Cala” per gli amici, classe 1975, residente a Pragelato ha coronato un sogno lungo due anni iniziato nell’estate 2013. Un sogno chiamato Snowleopard che è anche un’impresa ,ovvero, scalare in soli due mesi le cinque montagne più alte del territorio che una volta era l’Unione Sovietica, le uniche a superare i 7.000 metri di quota. Il tentativo gli riuscì in parte, raggiungendo la cima del Pik Lenin, del Khan Tengri e del Pik Korjenekaya e mancando la cima delle Pobeda e del Communism Pik per un soffio.

Lo scorso anno lo Snowleopard Project si è arricchito della cima del Pobeda, conseguita il 13 agosto 2014. Per chiudere l’impresa mancava solo una vetta. Il 22 luglio 2015 Cala è partito per il Tajikistan con l'obiettivo di scalare il Communism Peack (7.495), chiamata anche Pik Ismail Somoni. Un ultimo ostacolo che separa Cala dal conseguimento dell’onorificenza “Snowleopard” che viene assegnata dalla federazione alpinistica russa a chi scala tutte queste cinque cime “over 7.000”. L’impresa non parte nel migliore dei modi e subisce un contrattempo a causa di una grave inondazione nel sud Tajikistan. Per tale motivo il volo con l'elicottero da Djirghita (un piccolo paese a 6 ore di macchina da Dushanbe) al campo base (4200mt) partirà solamente il 2 agosto.

“Davanti a questa tragedia – scrive Cala sulla pagina Facebook del progetto - non ci si può arrabbiare per il fatto che non possiamo prendere questo elicottero nel giorno stabilito per andare al campo base, rimane però il senso di frustrazione e di impotenza per l'impossibilità di perseguire il mio progetto nel migliore dei modi: arrivando al campo base il due di agosto rimarranno di fatto meno di 17 giorni per l’acclimatamento e il tentativo di vetta”.

Finalmente il 3 agosto inizia la fase di acclimatamento. Pochi giorni a disposizione per abituare il suo corpo all'alta quota. “Quest'anno - scrive Cala - questa è la montagna da scalare, sembra enorme, difficile, inaccessibile ed in più rappresenta l'epilogo di una lunga avventura! Il mio animo è combattuto tra l'entusiasmo per scalare quei pendii, sciarli e il terrore per quello che mi aspetta e per un eventuale fallimento. Sarà sicuramente difficile e faticoso ma io ce la metterò tutta, un passo dopo l'altro, come ho sempre fatto!”.

Dopo diversi giorni passati in quota, salendo fino a 6450mt, il 14 agosto Cala torna al Campo base per riposarsi due giorni e poter da lì organizzare la settimana successiva, quella decisiva.

La montagna unisce. Tante le spedizioni che coinvolgono gente di diversi Paesi. Apparentemente ognuno segue la sua strada, i propri ritmi. Tutti però sono pronti ad unirsi ed a coordinarsi quando manca qualcuno all’appello come avvenuto il 14 agosto con Cala che interrompe il proprio progetto per partecipare ad un’operazione di soccorso:

"Ilia era scomparso da 8 giorni - scrive ancora Cala - un ragazzo russo, simpatico. Tutti lo davano per morto e invece oggi e ricomparso! Sono arrivato lì ed era già sulla barella, tutto avvolto nei suoi piumotti. Guardo e vedo una faccia col naso nero congelato e anche nero tutto intorno agli occhi. Apre gli occhi e mi guarda, sono incredibilmente blu e belli in mezzo a quella faccia devastata. Sotto gli spunta una gamba rotta che hanno steccato alla bell'e meglio. Ora sono stanco. Abbiamo trasportato sta barella pesantissima in mezzo a tutti sti seracchi e ste morene. Però sono contento di avere fatto il mio dovere”.

Il 16 agosto Cala parte dal campo base (4200mt) e in quattro giorni raggiunge la vetta del Communism Peack 7495m; il 19 agosto alle ore 15 arriva la conferma: SUMMIT!

Con la conquista del Communism Peack, Carlalberto è il primo italiano ad aver ottenuto il titolo di “snowleopard” rilasciato dalla Federazione alpinistica russa e inoltre ha avuto conferma di essere anche il primo in assoluto ad aver sciato per quest’enorme montagna. Come in tutte le sue imprese Cala è salito in autonomia e trasportando da solo il materiale necessario, sci compresi. Tutto senza l’ausilio delle bombole d’ossigeno.

La connessione internet in questi luoghi è comprensibilmente difficile, comunque Cala riesce nei giorni seguenti all’impresa a postare un video della discesa da quota 7.350 metri, primo in assoluto al mondo a scendere con gli sci dal Communism Peack. Nel suo volto c’è tutta la gioia, l’entusiasmo e quel sorriso che è il suo principale biglietto da visita. L’impresa di Cala è stata condivisa grazie anche al prezioso contributo degli sponsor che hanno creduto in lui e che sono: Ferrino, Cébé, Pillow Lab.

Il sogno è diventato realtà grazie alla volontà ed alla tenacia di quest’uomo di montagna che vive per essa e per compiere imprese memorabili. Martedì 24 agosto Cala rientrerà a nella sua Pragelato dove troverà ad attenderlo la fidanzata Erika, i familiari e tantissimi amici. Bentornato Cala!

Testo tratto dalla Pagina Facebook Snowleopard-Ski-Project



Ezio Romano | Ufficio stampa Comune di Pragelato


CALA “SNOWLEOPARD” CIMENTI NELLA STORIA DELL’ALPINISMO!

 


 

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